Centenario della scomparsa di G.Cena

Interviste impossibili: gli alunni dell’Istituto Comprensivo “G. Cena” pongono domande al grande scrittore e maestro al quale è dedicata la scuola

GIOVANNI CENA: LA PASSIONE DI INSEGNARE AI PIÙ UMILI

 

Incontriamo il grande letterato e pedagogista in una scuola rurale organizzata in un piccolo granaio del territorio pontino, intento ad insegnare ai bambini dei coloni che lavorano per la bonifica della palude. Siamo nel 1910, zona Casal delle Palme.

Buongiorno dottor Cena, veniamo dal futuro e siamo gli alunni dell’Istituto Comprensivo che prende da Lei nome, come preferisce essere chiamato scrittore, giornalista o maestro?

Nasco come giornalista; nel 1902 vengo assunto a Roma come capo redattore della rivista “Nuova Antologia”. Con articoli del tipo “Cosa fa il campagnolo nell’Agro Romano” ho denunciato la triste vita nelle paludi che si estendevano dalla periferia di Roma fino a Littoria ed oltre.  Insieme ad un piccolo gruppo di amici e studiosi – Sibilla Aleramo, Anna Fraentzel, Angelo Celli e Alessandro Marcucci – ho aperto scuole nei granai, nei vagoni ferroviari, nelle chiese in disuso, nei ruderi. Per vincere sulla palude e sulla malaria, sono fermamente convinto che è necessario prima combattere l’ignoranza della gente e ho scelto così di “diffondere la luce dell’alfabeto”. Per questo motivo preferisco essere chiamato semplicemente Maestro!

Era difficile per i figli dei coloni frequentare la scuola nell’agro pontino?

Per recarsi a scuola, in questo difficile territorio, bisognava marciare a piedi, sotto pioggia e vento, spesso senza scarpe, attraversando campi inzuppati di acqua e melma. Così ho ideato la scuola mobile!

Di cosa si tratta?

Erano i maestri a raggiungere la gente nelle lestre e si portavano dietro l’occorrente: un armadio trasportabile con ruote che conteneva cattedra, lavagna, biblioteca, abaco, gessetti, quaderni, matite e quant’altro di utile. La scuola era per gli adulti, dopo i lavori nei campi. Ma quando i genitori cominciarono a comprenderne l’importanza, cercarono di mandarci i propri figli per risalire dalla miseria della loro vita alla dignità di cittadino, in una terra non più asservita al latifondo o flagellata dalla malaria”.

Nella sede centrale del nostro istituto conserviamo l’iscrizione originale della Scuoletta di Casal delle Palme. Quando fu inaugurata?

Si tratta della prima scuola in muratura dell’Agro Pontino, edificata su un terreno donato da Gelasio Caetani, lungo la via Appia, fra i terreni paludosi. Nel 1921 verrà dedicata al mio nome come riconoscimento per l’impegno e la mia opera di alfabetizzazione, nonostante l’ostacolo di alcuni proprietari terrieri che avevano paura di perdere il controllo sulla gente analfabeta delle paludi.

La mia scuola moderna è diventata un esempio di buone pratiche per tutta l’Italia. Da allora la scuola ha cercato di formare l’uomo e il cittadino, garantendo pari opportunità per tutti gli studenti.

Noi siamo qui a parlarne grazie al suo impegno e alla sua dedizione, maestro!

 

Gli alunni dell’istituto Comprensivo

“Giovanni Cena” di Latina

 

 

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